lunedì, 19 maggio 2008,

Era il 1979 quando i Supertramp pubblicarono questo LP che sarebbe entrato a pieno titolo nella storia della musica pop.
Il gruppo suonava insieme da circa 9 anni e si era ritagliato un piccolo spazio nel panorama musicale,
soprattutto dal 1974 in poi con l'uscita di "Crime of the century" (disco in cui è presente la canzone "dreamer"), ma non era mai riuscito a sfondare nelle classifiche mondiali. Con l'uscita di Breakfast in America, le cose cambiano ed il successo è planetario; il disco resiste in classifica per quasi un anno e fa conoscere il gruppo in tutti i continenti.
Già la copertina è particolare, con una cameriera in primo piano e la sagoma di Manhattan creata con
piatti e stoviglie varie.
Le canzoni che compongono questo disco sono ormai entrate nell'Olimpo della musica pop e nel nostro
bagaglio musicale, basta ascoltare alcune note che subito prendiamo a fischiettarle....
“Take The Long Way Home”, “Goodbye Stranger”, “Breakfast In America” sono canzoni un po' malinconiche,
a volte inquietanti ma anche ironiche che mi hanno accompagnato nella mia prima gioventù e che ancora oggi trovano spazio nel mio lettore MP3.
Nel 1982 uscirà "...Famous last words.." che riprende in parte il sound del disco precedente senza
averne la stessa genuinità, pur comprendendo brani come "It's raining again" e "My Kind of Lady".
Questo sarà anche l'ultimo disco prima dell'abbandono di Roger Hodgson, una delle 2 menti creative.
Tutto il resto è noia (come direbbe lo zio Franco).



 Goodbye stranger

Take the long way home

 

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venerdì, 16 maggio 2008,

Cronache dal Moleskine

Racconti di straordinaria quotidianità

Proprio nel post precedente, la cara amica Daphnee mi ricordava che da un po' di tempo non pubblico qualcosa tratta dal mio Moleskine e quindi il post di oggi è proprio un racconto di questi.

SANGRIA PARTY

Erano gli ultimi giorni di scuola dell'ultimo anno di liceo e tutti noi stavamo preparandoci ad affrontare un mese di studi intensi (visto che gli esami sarebbero stati a luglio). Una mattina eravamo a casa di Gigio a studiare italiano (con tazzone di caffè e sigarette sparse sul tavolo) quando lui disse: “Hey, perchè non organizziamo una grande festa di addio al liceo!”
“Bella idea, ma non sarebbe meglio aspettare dopo gli esami?!?”
"No, dopo l'uscita dei quadri ci saranno le inevitabili polemiche suscitate dall'invidia e dal rancore, meglio farla prima degli esami".
"OK, dove la organizziamo?"
"Dove vuoi farla.... a casa di Brufolo Bill, no?"
Brufolo Bill era il secchione della classe, con la faccia devastata dall'acne giovanile, ed  aveva una casa in campagna con un enorme pergolato sul retro dove già altre volte avevamo organizzato feste da ballo.
"Sì - disse Pino - ma dobbiamo coinvolgere anche le altre 2 classi che sono di maturità; loro c'hanno le femmine, mentre le nostre compagne non sono catalogabili come "femmine".
"Già, sono sagome viventi... e anche sul "viventi" avrei qualcosa da obiettare..."
"ah ah ah"
Detto-fatto, nel giro di un paio di giorni organizzammo un "Sangria Party" e coinvolgemmo anche le altre classi.
Quel pomeriggio io e Pino (DJ ufficiali dell'evento) montammo l'impianto stereo, poi andammo a casa a cambiarci e alle 19:00 in punto eravamo di ritorno.
La festa stava per iniziare e tutto era pronto: faretti colorati, festoni, pentolone di sangria preparato da "Cocco di mamma" (che era stato in Spagna l'estate precedente e ne aveva bevuta non so quanti litri, quindi era diventato il nostro preparatore ufficiale di sangria.....)
A poco a poco, il posteggio davanti casa si andava riempendo: 2 panda, 1 fiat 127, una renault 5, una citroen Dyane, una serie di motorini (Vespa special, Gringo Cimatti, Fifty, Si Piaggio e quant'altro...).
Io e Pino avevamo tirato a sorte il turno alla console e il risultato era il seguente: io mettevo i dischi per la prima metà della serata e lui si faceva il resto (lo so, ho avuto una botta di culo).
Dopo un paio d'ore, avevo finito la mia scaletta musicale e, afferrato un bicchiere di "beveraggio", mi sono gettato in mezzo alla pista.
"Oh Pippo, dove sono gli altri tuoi compagni e, soprattutto, le tue compagne?!?"
"Stasera c'era un altra festa di compleanno ma mi hanno detto che verso le dieci e mezza / undici sarebbero venuti qui"
"Meno male, c'è bisogno di un po' di materiale umano"
La sangria fresca calava nel gargarozzo che era una meraviglia ed io ne avevo già bevuto una serie di bicchieri; stavo iniziando a sudare e quindi mi tolsi la camicia rimanendo con la maglietta "Combat Rock" dei Clash, poi salii sopra un muretto e mi misi a ballare in equilibrio sul bordo. Ad un tratto Pino piazzò sul piatto "Roadhouse blues" dei Doors ed io, che adoravo quella canzone, mi misi a saltellare come un ossesso.
Mi stavo, appunto, dimenando sul muretto, come un gorilla in una gabbia, cercando di non cadere, quando arrivarono i compagni (ma soprattutto le compagne) di classe di Pippo.
Tra quella folla scorsi subito lei, una tipa che mi piaceva da tempo ma che non avevo ancora avuto occasione di approcciare.
Lei entrò ridendo ed era bellissima, poi si volto e mi vide; in un istante mi si gelò il sangue, la guardai e pensai "Ecco qua, un'altra figurina di merda nel mio palmarès!", lei mi osservò per pochi secondi e, voltandosi verso la sua amica, disse "Guarda lì che esibizionista, con uno come quello non mi ci metterei neanche fosse l'ultimo sulla terra..."
Tempo 15 giorni stavamo insieme.

 

     Roadhouse Blues
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categoria : cronache dal moleskine

martedì, 13 maggio 2008,

Oggi, nell'abbiocco del dopopranzo, il mio cervellino mononeuronico ha iniziato ad elaborare sofisticate teorie (oh, miracolo!) ed ha trovato una soluzione al problema dei rifiuti.

Tenendo presente che nessuno vuole discariche vicino casa (anche se tutti producono rifiuti più del necessario), nessuno vuole i termovalorizzatori ed in più si vogliono chiudere le discariche esistenti, la domanda è: dove la mettiamo la monnezza?

La fantastica idea, che mi si è accesa in mente, è la seguente: i porci.

Sissignori, la soluzione sarebbe quella di avere un recinto di maiali sotto casa perchè i porci, si sa, mangiano di tutto anche i rifiuti; quindi, separati i rifiuti riciclabili, quello che resta si getta in pasto ai simpatici animaletti che saranno alloggiati nel cortile e nelle pertinenze di ogni casa. Da ora in poi, ogni licenza edilizia sarà concessa solo se il progetto della nuova costruzione prevederà il parcheggio auto (coperto o scoperto non importa), l'area verde ed il recinto per i maiali.

La soluzione mi sembra geniale e poi, quando il porco non farà più il suo dovere (tranquilli politici, non parlo di voi), lo si prende e lo si trasforma in salame, prosciutto, salsiccia..... perché si sa, del maiale non si butta via niente.

Meglio di così!?!

P.S.

Purtroppo l'unica foto disponibile era questa con 2 soggetti. Non ho messo la freccia per indicare l'animale in questione, perchè voi sicuramente sapete riconoscerlo da soli.

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categoria : cazzate varie, ho il vomito della politica

sabato, 10 maggio 2008,

A 'nvedi che bella idea c'avuto Warter de fà 'sto Governo-ombra, così, cor caldo che sta pé arrivà, mo c'avemo 'nposto pé stà ar fresco.

Ebbravo Warter, you can (annà a pijartela 'nder cu**)

MEO PATACCA

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categoria : cazzate varie, ho il vomito della politica

giovedì, 08 maggio 2008,

Proprio ieri il nostro illustrissimo nonchè altissimo Presidente del Consiglio (lo faccio bene il leccaculo mod. Vespa?) ha snocciolato in diretta TV la lista dei Ministri del nuovo governo.

Ai nomi che già circolavano (il Toto-Ministri è da sempre uno degli sport nazionali) si sono aggiunti un paio di elementi a sorpresa; uno di questi è senz'altro l'ex velina Mara Carfagna.

Per essere precisi non è una ex velina, è stata valleta in Domenica In, Piazza Grande, la domenica del villaggio, nonchè si è piazzata tra le prime 10 del concorso Miss Italia, ma questi erano solo "lavoretti" per mantenersi all'università; infatti la neo ministra è laureata in giurisprudenza e si sa, a Berlusconi gli avvocati piacciono molto, se non altro perchè gli hanno salvato il culetto un paio di volte.

Non faccio altri commenti, posso dire solo che ho l'impressione che la neo ministra ha tutte le carte in regola per prendere "di petto" il nuovo incarico. Non ci credete?

Giudicate un po' voi:

Carfagna51Ministro Mara Carfagna02

 

 

 

 

 

 

 

 

carfregna_web

 

P.S.

tutte le immagini sono state reperite in internet

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categoria : cazzate varie, ho il vomito della politica

martedì, 06 maggio 2008,

Il cielo era grigio ma io non ci facevo neanche caso, appoggiato al parapetto di Ponte Vecchio ad osservare le anatre in riva all'Arno.
Ero in uno stato quasi confusionale, con il cuore che mi batteva a 1000 al pensiero di essere accanto
a lei.
Anche lei guardava verso le rive del fiume per celare l'imbarazzo del primo momento; eravamo a pochi
centimetri l'un l'altro ed una leggera brezza mi portava l'odore di fresco dei suoi capelli. Mi avvicinai fino ad essere gomito a gomito ed allungai la mano per cingere i suoi generosi fianchi che fuoriuscivano un po' dai jeans stretti. La camicetta era corta e questo mi permise di accarezzare la sua mordida pelle che sentivo fremere al tocco delle mie dita.
Ci voltammo contemporaneamente per guardarci negli occhi e i nostri respiri si fusero in uno solo.
Avevo una gran voglia di baciare le sue turgide labbra e mi avvicinai a farlo mentre lei rimaneva
immobile un po' imbarazzata.
uhmmmm che labbra morbide; avevo voglia di morderle, di succhiarle, di leccarle tutt'intorno.....
La mia lingua cercava la sua che, in un primo momento, si era ritratta per timidezza ma poi, trovato
il coraggio, era venuta avanti senza più timore.
Il mio corpo avvampò in un attimo, sentivo la pressione sanguigna alzarsi a livelli incredibili, le
orecchie fischiare; pervaso da un leggero tremore, provavo sensazioni così forti che non credo di avere mai provato prima di allora...
Cazzo, sentivo le campane! ed io che credevo che queste cose succedessero solo nei films.....
Continuammo a baciarci appassionatamente, staccandoci ogni tanto solo per guardarci negli occhi,
incuranti dei turisti che a frotte passavano da lì a fotografare il busto del Cellini.
Non so quanto tempo trascorse, so solo che fu fantastico, poi......
DRIIINNNN
la sveglia suonò ed io, a fatica, ripresi la mia vita quotidiana.

Uff.... io ODIO la sveglia!

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categoria : firenze mon amour

giovedì, 01 maggio 2008,

"Cara, sei pronta per andare a pranzo dai cugini?"

"Quasi, sono già lavata e vestita, mi devo solo truccare".

"OK, allora ho giusto il tempo di andare a fare il pieno all'auto, comprare le sigarette, passare dal bar a prendere qualche dolcino e, dato che ci sono, prendere l'aperitivo con gli amici e poi torno a casa. Pensi che ti troverò già pronta?"

"Stronzo!"

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categoria : lui e lei

mercoledì, 23 aprile 2008,

PopArt

L'aggettivo “beat” è ultimamente ritornato di moda (anche se, in fondo, non è mai passato) nel mondo della musica grazie agli “highlanders” Pooh che hanno fatto un CD intitolato Beat re-generation in cui i 4 giovanotti reinterpretano, con il loro sound, alcune canzoni dell'era beat.

Tralasciando tutto ciò che è stato il movimento beat e cioè poesia, arte, pensiero e filosofia, musica, voglia di libertà, rottura con tutti gli stereotipi precedenti, voglia di esplorare nuove frontiere, viaggiare e  vivere senza porsi domande per il domani, conoscere...

Solo per spiegare quello che è stata la  Beat Generation non basterebbe un'intera pagina del blog, per questo motivo mi limito a ricordare solo i maggiori poeti (Kerouac, Ginsberg, Ferlinghetti, Clellon Holmes, Corso, Burroughs e Charles Bukowski che si ritrovò coinvolto suo malgrado, così come Baudelaire viene annoverato tra i poeti maledetti senza che egli stesso si fosse mai considerato tale).

Il movimento beat nasce ufficialmente nel 1952 anche se Ginsberg ne aveva coniato il nome quasi 5 anni prima e si sviluppa intorno ad una serie di artisti che ne portano avanti gli ideali; muore pochi anni dopo e molti beat confluiscono nel successivo movimento “hippy” .

Chiudo con le parole di Jack Kerouac che danno una piccola idea di cosa si intendeva per Beat Generation:

La Beat Generation è una visione che abbiamo avuto, John Clellon Holmes e io e Allen Ginsberg in un modo ancora più incredibile, alla fine degli anni Quaranta, la visione di una generazione di splendidi hipsters illuminati che di colpo si levavano e si mettevano in viaggio attraverso l’America, seri, curiosi vagabondando e arrivando dappertutto in autostop, cenciosi, beati, belli nella loro nuova bruttezza piena di grazia – una visione che traeva spunto dal modo in cui avevamo sentito usare la parola “beat” agli angoli di Times Square o al Village, in altre città nelle notti trascorse a downtown nell’America del dopoguerra – beati, nel senso di battuti ma pieni di ferme convinzioni – Avevamo anche sentito vecchi Papà Hipsters delle strade del 1910 usare la

parola in quel modo, con malinconico scherno – Non designò mai i giovani delinquenti, designava gli individui dotati di una spiritualità diversa che non formarono mai una banda ma rimasero come Bartleby solitari a guardare fuori dalla finestra cieca della nostra civiltà – gli eroi sotterranei che avevano finalmente voltato le spalle all’occidentale macchina “della libertà” e si drogavano, ascoltavano il bop, avevano lampi di genio, sperimentavano il “turbamento dei sensi”, parlavano strano, erano poveri e felici, profetizzavano un nuovo stile per la cultura americana, un nuovo stile (pensavamo) completamente libero da influenze europee

 

Dopo questa brevissima e non certo esaustiva introduzione alla Beat Generation, passo alla musica. Il termine "beat", oltre che al movimento culturale fin qui descritto, è associato anche ad un certo tipo di musica nata circa 10 anni dopo il movimento; era quasi la metà degli anni '60 quando i gruppi inglesi Beatles e Rolling Stones (cito i più famosi) lanciarono la cosiddetta “British invasion” e diffusero questa musica. Normalmente il gruppo musicale era composto da 4  elementi (chitarra solista, chitarra ritmica, basso, batteria) o da 5 elementi quando si aggiungeva un cantante “front man” che non suonava ma aveva una grande presenza scenica (come nel caso di Jagger negli Stones); la musica era molto ritmata e la batteria faceva da tappeto alle chitarre. Si poteva benissimo riconoscere il ritmo del Soul o del Rhythm'n blues in versione accelerata; infatti “beat” è tutta la musica con un ritmo in battere.

Per ciò che riguarda il beat italiano, devo purtroppo dire che i nostri cantanti non brillarono certo di originalità perché la maggior parte dei successi “nostrani” furono cover di successi stranieri a cui rifecero i testi in italiano (fra l'altro molto banalizzati perché alcune cose che venivano dette nelle canzoni anglo-americane, in Italia erano oggetto di censura). Tra i maggiori esponenti del beat italiano ricordiamo i Bisonti, i Dik Dik, i Camaleonti, i Profeti, i Ribelli, i Corvi, le Orme, i Giganti, Patty Pravo, l'Equipe 84,  Caterina Caselli, i Nomadi, Francesco Guccini, Lucio Battisti, i Pooh.

Alcuni di questi sopravvissero al cambiamento della fine degli anni '60 (e qualcuno ce lo ritroviamo ancora oggi), altri scomparvero col beat.

L'inizio dell'era dei cantautori, insieme al rock progressive, seppellirono quella musica e Battisti fu uno dei primi ad abbandonare il genere e soprattutto a contestare l'abitudine delle cover.

Qui di seguito metto un paio di canzoni da farvi ascoltare.

Avrei potuto postarvi qualche canzone nota come ragazzo di strada dei Corvi oppure qualche canzone di Caterina Caselli o Equipe 84, ma ho preferito selezionarvi qualche brano musicale meno noto in versione italiana, ma molto noto in versione inglese:

-         Finirà cantata dai Satelliti e cover di For your love degli Yardbirds

-         Come una pietra che rotola qui interpretata dai Wretched e cover di like a rolling stone di Bob Dylan

-         Lei m'ama cantata negli anni '60 dai Ribelli (e cover di Tell mama di Etta James) ripresa a fine anni '80 dagli Avvoltoi, un gruppo che a cavallo degli anni '80/'90 ha rispolverato il genere (insieme ai Barbieri). Qui ho messo la versione degli Avvoltoi.

 

Per ultima ho inserito una vera chicca , una canzone tratta da quella che era la cosiddetta “Messa Beat” e cioè una serie di canzoni in pieno stile beat da cantare durante la messa. Il titolo è Gloria ed è cantata dai Barritas

  - Finirà

 - Come una pietra che rotola

 - Lei m'ama

 - Gloria

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categoria : musica e ricordi

venerdì, 18 aprile 2008,

Vado, li evangelizzo e torno.

 

Proprio in questi giorni il Papa è andato negli U.S.A., grande Nazione esportatrice di democrazia ( ne ha esportata talmente tanta che, per il momento, ne è rimasta priva), a far visita ai fedeli d'oltreoceano, e proprio in questa occasione il buon Pastore tedesco si è detto preoccupato per varie problematiche esistenti nel continente americano: i preti pedofili, la mancanza di nuove vocazioni, la tendenza di alcuni cattolici ad essere indulgenti verso l'aborto. Certo, forse si è dimenticato di menzionare la pena di morte..... meno male che, giusto l'altro ieri, la Corte Suprema statunitense ha sentenziato che le iniezioni letali praticate ai condannati per ucciderli non fanno soffrire (o almeno nessuno si è mai lamentato in tal senso) e quindi sono perfettamente costituzionali in quanto non infliggono “inutili sofferenze” (giusto qualche decina di secondi). http://www.corriere.it/esteri/08_aprile_16/usa_pena_di_morte_d95a9782-0bc2-11dd-98e1-00144f486ba6.shtml 

A questa notizia sembra che il buon Pastore abbia commentato: “Gut.... meno malen, temefo potessero soffriren!”

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giovedì, 17 aprile 2008,

 “Caro, ti piace il mio nuovo bikini ?”

Hmmm... non vedo bene, avvicinati.    Ma.... ti sei appena tolta le calze a rete, oppure quei buchi sulla coscia sono segni di cellulite?”

Stronzo!”

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categoria : lui e lei